LA VOCE DI MIGNON

Viaggi nel canto tra Goethe e Schubert

un romanzo di Alessandro Tenaglia

 

 

Mignon è il simbolo di un sentimento specifico, la Sehnsucht, e rappresenta la nostalgia che ha perso il suo stesso oggetto e che quindi non è soltanto dolore per la lontananza, diventando pervasiva e totalizzante proprio per la sua indefinitezza.

La musica ha dato suoni e voce a Mignon nelle composizioni scritte da Beethoven, Zelter, Reichardt, Schumann, Liszt, Thomas, Wolf…

E Schubert.

Partendo dalle specialissime pagine schubertiane dedicate a Mignon e dall’intensità che la voce dei versi di Mignon vi trova, personaggi e storie si dipanano a raccontare la Sehnsucht in alcune possibili manifestazioni tra persone come noi, o che nel nostro stesso mondo vivono. I diversi personaggi ci raccontano questo sentimento e ci accompagnano a scoprire, in parte persino con l’aiuto dello studio analitico della musica, e anche nel nostro stesso animo, la voce di Mignon che cerca di esprimersi per noi e dentro di noi.

La voce di Mignon è un intreccio di quattro libri: l’analisi letteraria del Wilhelm Meister di Goethe (letto da uno dei protagonisti); l’analisi musicale dei Lieder di Schubert (da una conferenza di un altro protagonista); la storia di Waldi; la storia di Magda.

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Ascolta un estratto letto dall'autore

da La voce di Mignon

Hanno detto di questo libro…

 

Una scrittura fascinosa, a volte inquietante, e anche “oscura”. (Il Piccolo, 30 aprile 1999)

Un’opera particolare ed interessante dedicata con passione all’arte e alla vita, al passato e al presente, alla sensualità e all’ispirazione spirituale. (Donatella Randoni, Fedeltà del suono)

Alessandro Tenaglia riesce egregiamente prima di tutto a mostrarci nei Lieder di Mignon di Schubert come si crea qualcosa di nuovo dalla perdita dell’oggetto, dal dolore e dalla distanza. (Benno Schnatz, Köln)

Pervasiva armonia tra parole e musica. La sua peculiarità è l’intensità. Il lettore si ritrova dentro storie e musiche e canti inattesi e sorprendenti e sente forte sulla sua pelle la nostalgia, il potere rivelatorio della musica, la forza dell’amore.

Un viaggio tra profumi e musiche come se tutto fosse reale. Una lettura terapeutica, capace di placare alcuni conflitti interiori che abitano le nostre anime.

Libro che i più colti apprezzeranno: Tenaglia attinge alla sua vasta conoscenza, qui soprattutto in campo letterario-filosofico e musicale, per narrare con estrema sensibilità di una giovanetta d’ispirazione goethiana la cui storia è anche una partitura.

Un libro ricchissimo e il lettore attento potrà alimentarsi per molto molto tempo.

Un viaggio nelle anime dell’anima con e attraverso i personaggi e, contemporaneamente, attraverso noi stessi e la nostra anima.

Diplomato di Pianoforte presso il Conservatorio di Pescara, laureato in Filosofia (con lode) presso l’Università di Chieti e laureato in Scienze Bibliche e Teologiche (con lode) presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma, ha suonato in molte delle principali città italiane e all’estero dedicandosi prevalentemente al repertorio cameristico e al repertorio liederistico.

Ha inciso due CD per Velut Luna e uno per Ensemble 900-Diastema, e ha registrato per RAI Radio 3.

Da anni si dedica alla scrittura, come traduttore e come autore, e ha pubblicato, oltre a saggi brevi e al romanzo La voce di Mignon: L’aldilà è un soppalco. Uno sguardo teologico – e non solo – sull’opera di Paolo Sorrentino fino a “The young Pope”, La Tana dell’Orso, 2019; Il vangelo secondo Stephen King (saggio), Claudiana-Torino, 2016; Il periodo deve essere breve (racconti), Lulu, 2013.

Attualmente ricopre la cattedra di Musica da Camera presso il Conservatorio “Giovanni Battista Pergolesi” di Fermo.