Concorso di Esecuzione Pianistica
“Premio Città di Treviso”

Nella primavera del 2000 un comitato formato da Anna Bergonzelli, Adriana Saija, Luigi Schiavon e Paolo Troncon, su iniziativa di Paolo Troncon e appoggiandosi all’associazione culturale “Diastema Studi e Ricerche”, propose al Comune di Treviso di riprendere il Concorso di Esecuzione Pianistica “Premio Città di Treviso” non più organizzato dopo l’ultima edizione del 1996 a causa delle difficoltà dell’Ente Teatro Comunale (cui dal 1981 faceva capo) che venne poi soppresso. Grazie anche al successivo coinvolgimento della Provincia di Treviso, della Regione Veneto, di alcuni sponsor e grazie alla collaborazione del Lions Club “Eleonora Duse” di Treviso e dell’associazione Salv.a.t.i. (Salvaguardia acustica teatri italiani), la 43aedizione del Concorso ebbe luogo dal 30 novembre al 4 dicembre 2000 nel Teatro Eden appena restaurato dalla Fondazione Cassamarca.
La Commissione giudicatrice presieduta da Franco Medori (vincitore del Concorso nel 1965) e composta anche da Francesco Bencivenga (I Premio nel 1980), Sandro De Palma (III Premio nel 1973), Oleg Marshev e Luigi Schiavon ascoltò i circa trenta concorrenti iscritti selezionandone cinque per la finale; il pianoforte utilizzato durante tutta la competizione era uno Steinway fornito dalla ditta Zanta.
Nell’ultima prova svoltasi il 3 dicembre 2000, vennero assegnati tutti i premi in palio, per un ammontare complessivo di 11 milioni di lire. Oltre ai primi tre classificati: Roberto Plano (Varese), Francesco Ungaretti (Mantova) e Chiara Montelatici (Firenze), venne assegnato ad Alessandro Dolci (Brescia) il premio alla memoria di Aldo Voltolin (offerto dalla moglie Rina Tessari) per la migliore esecuzione dell’opera del XX secolo.
La nuova edizione del Concorso era impostata nel segno della continuità con il passato, con la formula già collaudata negli anni precedenti e che aveva valso al “Premio Città di Treviso” la sua fama di manifestazione seria e impegnativa. Le novità inserite nel regolamento rispetto all’ultima edizione del 1996 riguardavano soprattutto il programma della prova semifinale dove, per favorire l’esecuzione di repertori contemporanei, fu introdotto l’obbligo di eseguire una composizione di autore nato dopo il 1900.
Alla serata finale, lunedì 4 dicembre, partecipò anche il noto stilista Pierre Cardin che consegnò a Plano il primo premio. Dopo il suo primo importante successo al “Premio Città di Treviso”, Roberto Plano trovò definitiva consacrazione alla sua carriera con la vittoria al famoso Concorso Internazionale di Cleveland (USA): ancora una volta il Concorso di Treviso aveva individuato e promosso un giovane e valente pianista italiano!
Ma la riedizione del Concorso non si limitava alla semplice competizione. La volontà di promuovere nuove espressioni artistiche collegate al pianoforte e la volontà di valorizzare i più importanti autori trevigiani del secolo che stava per concludersi, ha fatto nascere due originali iniziative: la prima è stata la messa in scena di una nuova produzione teatrale (Assenze da Samuel Beckett, con Giuggi Di Paolo, regia di Raffaello Padovan) costruita attorno alla presenza “parlante” di un pianoforte, precisamente di un Disklavier (il pianoforte acustico della Yamaha in grado anche di essere “suonato” da un computer); la seconda un concerto pianistico (11 dicembre 2000) con musiche poco eseguite di autori trevigiani di varie generazioni: Aldo Voltolin, Bruno Pasut, Michele Negro, Stefano Da Ros e Corrado Pasquotti.

La successiva edizione italiana del Concorso (la 44a) si svolse al Teatro Eden di Treviso dal 16 al 22 ottobre 2001. La Commissione giudicatrice fu portata da cinque a sette componenti con la presenza di due commissari stranieri; oltre al presidente Franco Medori la giuria era composta da Francesco Bencivenga, Eugenio De Rosa, Sergio Marengoni, Oleg Marshev (Russia), Balàzs Szokolay (Ungheria) e Luigi Schiavon. Rispetto all’anno precedente, dove era stata mantenuta la regola che permetteva ai vincitori di determinati concorsi di accedere direttamente alla II prova, tutti i concorrenti venivano obbligati a sostenere l’eliminatoria (I prova).
Il Concorso venne inserito in un contenitore più ampio denominato “Treviso Città Europea del Pianoforte”, finanziato dal Comune di Treviso e dalla Provincia di Treviso, dalla Regione Veneto, da sponsor privati, e si avvalse della collaborazione di Yamaha-Musica Italia (che fornì i pianoforti per il Concorso e il Disklavier), del Lions Club “Eleonora Duse” di Treviso, Lions International e dell’associazione Salv.a.t.i.
Il progetto presentava una serie di iniziative anche originali aventi lo scopo di mostrare diversi modi di promuovere, utilizzare, ascoltare e studiare il pianoforte. Comprendeva anche una serie di concerti pianistici (recital di Balàzs Szokolay, Oleg Marshev, Roberto Plano), la II edizione del “KlavierTheater” (prime rappresentazioni di opere teatrali originali con l’utilizzo del Disklavier) e la riedizione del Concorso di Composizione Pianistica “Premio Gian Francesco Malipiero”, manifestazione che aveva avuto inizio nel 1960, in concomitanza con il “Premio Città di Treviso”, ma che si era fermata al 1980.
La nuova edizione del KlavierTheater portò a Treviso due prime rappresentazioni-esecuzioni assolute: La chiave dell’a- scensore, di Agota Kristof (produzione Diastema, con Giuggi Di Paolo, musica di Paolo Troncon e regia di Raffaello Padovan) e SPIEGELKON-TAKTFABRIK II di Maurizio Pisati.
Il Concorso di Composizione aveva avuto una
storia gloriosa: a far parte
delle commissioni giudicatrici venivano infatti chiamati i più importanti compositori italiani del tempo. Vincitori del Primo Premio erano risultati nei venti anni di esistenza del Concorso: Gino Gorini (I edizione 1960), Ugo Amendola (II edizione 1961), Mario Zafred (IV edizione 1963), Aldo Casati (V edizione 1964), Eliodoro Sollima (VII edizione 1966), Tullio Bombi (IX edizione 1968), Davide Anzaghi (XII edizione 1971), Daniele Zanettovich (XVI edizione 1975) e Vittorio Vinay (XVIII edizione 1977). Il Concorso di Composizione nella nuova riproposizione (22aedizione) veniva portato per la prima volta a livello internazionale e suddiviso in due categorie: a) sezione piano solo; b) sezione Disklavier (unico concorso del genere esistente).
La commissione presieduta da Carlo De Pirro non ritenne di assegnare il primo premio in nessuna delle due categorie, ma segnalò nella categoria “piano solo” sei composizioni due delle quali vennero eseguite in prima assoluta da Massimiliano Damerini durante il concerto dei vincitori che ebbe luogo il 22 ottobre.
Neppure il Concorso di esecuzione pianistica giunse in quell’anno a definire un vincitore. Tra i cinque finalisti che si diedero battaglia durante la prova finale del 21 ottobre Francesco Giorgetti, il giovane pianista fiorenti- no forse più accreditato, non convinse del tutto la commissione giudicatrice che assegnò a lui il II Premio e alle più “veterane” pianiste Jenny Borgatti (Verona) ed Elisabetta Mangiullo (Lecce) il III Premio ex-aequo.
Nella migliore tradizione del Concorso e a riprova della nota ospitalità dei trevigiani che negli anni ha valso a Treviso la fama di città accogliente, i concorrenti vennero ospitati a casa di alcune famiglie resesi disponibili. Questa tradizione è sostenuta ancora oggi dall’organizzazione non solo per venire incontro alle spese che i giovani pianisti devono affrontare in queste occasioni, ma anche, e soprattutto, per favorire una maggior partecipazione e vicinanza tra il pubblico e i concorrenti.

La 45aedizione del “Premio Città di Treviso” si svolse, nella fase finale, dal 15 al 18 novembre 2002 sempre al Teatro Eden, grazie al contributo del Comune e della Provincia di Treviso, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento Spettacolo, degli sponsor privati, e si avvalse della collaborazione della ditta di pianoforti Fontebasso (che fornì i pianoforti per il Concorso e il Disklavier in collaborazione con Yamaha-Musica Italia), del Caffè Teatro Maxim’s di Asolo, del Lions Club “Eleonora Duse” di Treviso, del Lions International e dell’associazione Salv.a.t.i.
Molte le novità introdotte rispetto all’edizione precedente. La più rilevante fu la dimensione europea che il Concorso assunse per la prima volta. La seconda novità riguardava l’anticipazione della I prova (eliminatorie) di venti giorni rispetto alla II prova (inizio della fase finale del Concorso). Questo per permettere ai concorrenti di preparare adeguatamente i programmi delle prove successive.
La I prova si svolse nei giorni 25 e 26 ottobre (nella sala del CEPU). I dodici concorrenti selezionati (tra i 31 iscritti) provenivano, oltre che dall’Italia, dalla Germania (1), dall’Estonia (1), dalla Francia (1), dalla Grecia (1) e dalla Bulgaria (1). Per venire incontro ai concorrenti selezionati il Concorso si fece carico di sostenere le loro spese per il viaggio, il vitto e l’alloggio per la permanenza a Treviso durante la manifestazione.
Altre novità riguardavano il regolamento (possibilità di essere allievi di un commissario, a patto di dichiararlo e dell’astensione dal voto del giurato interessato), il sistema di valutazione (svolto secondo standard internazionali) e la presenza di due osservatori internazionali (Paul Polley della Federazione Internazionale dei Concorsi di Ginevra e Ates Orga della rivista inglese “Piano Quarterly”).
La giuria presieduta da Franco Medori, era composta anche da: Marie Françoise Bucquet (Francia), Massimiliano Frani (Italia), Eugenio De Rosa (Italia), Sergio Marengoni (Italia), Ruth Nye (Inghilterra) e Luigi Schiavon (Italia).
Dopo una finale molto combattuta (17 novembre) che vide la presenza di esecutori dotati già di una buona esperienza concertistica, la pianista pescarese Bruna Pulini ebbe la meglio su Lorenzo Di Bella (II Premio, Macerata) e sui più giovani Hando Nahkur (Tallin-Estonia) e Gabriele Dal Santo (Vicenza) ai quali venne assegnato il III Premio ex-aequo.
Anche questa edizione del Concorso fu inserita nel contenitore “Treviso Città Europea del Pianoforte”, progetto maggiormente ampliato rispetto all’anno precedente. Il motto “Il pianoforte non è solo strumento musicale da suonare e da ascoltare, da vedere, da studiare, da pensare…” sintetizzava l’ispirazione interdisciplinare della manifestazione che prevedeva la 23aedizione del “Premio Malipiero” dedicata unicamente a composizioni per Disklavier, la III edizione del KlavierTheater, concerti pianistici e un’importante operazione editoriale consistente nella pubblicazione di tutte le composizioni pianistiche (in gran parte inedite) del noto musicista trevigiano Bruno Pasut (Treviso, 2002, edizioni Tintoretto, collana Diastema Spartiti, pp. 160).
Il Concorso di Composizione (la cui giuria era presieduta da Carlo De Pirro) ha assegnato il primo premio a Interface del compositore coneglianese Luigi Salamon. L’opera è stata eseguita in prima assoluta nel concerto dei vincitori del 18 novembre. Nella rassegna KlavierTheater sono state rappre- sentate in prima assoluta due nuove produzioni teatral-musicali: Il Pianista invisibile con Carlo Presotto e Dalies Donato, musiche originali per Disklavier di Pierangelo Valtinoni, regia di Titino Carrara e Carlo Presotto (Produzione: La Piccionaia I Carrara – Vicenza, Teatro Sant’Anna 9 novem- bre 2002) e Per una Sinfonia in si minore, con Giuggi Di Paolo e Giuseppe Marra, musiche originali per Disklavier di Paolo Troncon, regia di Raffaello Padovan, (produzione Diastema, Teatro Sociale 29 novembre 2002). La sezione dedicata ai concerti presentò un omaggio a Muzio Clementi (per i 250 anni dalla nascita) in collaborazione con il Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto, e i recital di Franco Medori (Teatro Eden, 14 novembre) e Francesco Bencivenga (Teatro Eden, 16 novembre).
Nel 2003 il “Premio Città di Treviso” non ha avuto luogo e per il futuro, dato il rilievo internazionale ora assunto dalla competizione, si prevede di continuare con cadenza biennale del Concorso.