Claudia Calabrese

Nata a Palermo, ha conseguito il dottorato in Storia e analisi delle culture musicali all’Università La Sapienza di Roma. Studiosa di musica e letteratura, è sempre stata attratta dai percorsi di ricerca interdisciplinari. In passato si è occupata di Giacomo Puccini e ha scritto due studi in cui s’accosta all’opera e alla vita del compositore toscano con gli strumenti della psicoanalisi junghiana: Alchimie pucciniane (Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Palermo, 1999) e Manon Lescaut, presagio di una trasmutazione (Avidi Lumi, rivista della Fondazione del Teatro Massimo, 2000).
Trasversale e interdisciplinare anche in ambito professionale, ha lavorato tre anni a Vienna presso l’Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa (OSCE) e sette anni a Roma, in Alitalia, in qualità di responsabile dei contenuti dei siti web aziendali. Attualmente insegna Lettere in provincia di Palermo, in un Centro per l’Istruzione degli Adulti.
Per questo lavoro su Pasolini e la musica ha ricevuto una menzione per l’originalità e il rigore analitico dalla Giuria del XXXIV Premio Pasolini bandito dal Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini della Fondazione della Cineteca di Bologna.

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