Sine nomine

di Sara Elisa Stangalino-Schulze

 

Ascolti consigliati dall’autrice

1 ▪ Smetana: Má Vlast, JB1:112 – 1. Vysehrad

Il tema delle arpe in esordio è citato diverse volte nel testo: p. 155,  p. 98.

<https://www.youtube.com/watch?v=F_BxiC_K_bs&list=PLXmsvq1CmCG9YnKfKfCM65pzhjvYEU_dI&index=265&ab_channel=CzechPhilharmonicOrchestra-Topic>

 

2 ▪ Smetana: Má Vlast, JB1:112 – 2. Vltava

È il motivo del capitolo centrale “Mala Strana”; in particolare le ultime battute dove viene riaffermato il “tema di Visehrad” a p. 119; ma il brano è anche evocato con più espansione nel racconto di Ottavio a p. 77.

<https://www.youtube.com/watch?v=1y3cu0k8sFw&list=RD1y3cu0k8sFw&start_radio=1&t=6s&ab_channel=CzechPhilharmonicOrchestra-Topic>

 

3 ▪ N. Rimsky-Korsakov: Scheherazade. Movement 1

Concerne tutto ciò che nel romanzo è in senso generico legato alle memorie di Cipro e Rodi, da parte di entrambi i protagonisti, ma non soltanto (v. nota).

<https://www.youtube.com/watch?v=obPucSY6sig&ab_channel=RussianPhilharmonic-MoscowCitySymphony>

 

4 ▪ N. Rimsky-Korsakov: Scheherazade. Movement 2

È un vero e proprio Leitmotiv: il dipinto di Elsa.

<https://www.youtube.com/watch?v=QhV78zLt3KE&ab_channel=RussianPhilharmonic-MoscowCitySymphony>

 

5 ▪ N. Rimsky-Korsakov: Scheherazade. Movement 3

Leitmotiv: avevo questo in testa mentre scrivevo le pagine del Pro Logos relative a Cipro e al carcere di Ottavio; poi durante il primo incontro a pp. 52-53 e anche per l’episodio del cimitero a p. 125; insomma ogni volta che torna alla memoria di Ottavio l’immagine della donna della grotta, che poi altri non è se non un presentimento “phàntasma” di Megara; anche pp. 110-111.

<https://www.youtube.com/watch?v=JdKTUfOxDgw&ab_channel=RussianPhilharmonic-MoscowCitySymphony>

 

6 ▪ Saint Saens: Samson et Dalila, “Mon coeur s’ouvre a ta voix”

La versione per pianoforte si sente la prima volta durante la mostra a p. 69, a presentimento (qui già Ottavio è combattuto tra l’intenzione di drogare la ragazza e quella di desistere dal medesimo intento… l’analogia è evidente: il brano sembra anticipare il clima di quello che Ottavio farà di lì a poco, ossia tentare di ingannare la ragazza drogandola); il tema viene percepito da Megara più tardi, in gondola a p. 108; poi presso il Caffè Chioggia a p. 140, a segnare la strada che tra le nebbie la conduce verso la casa di Ottavio.

<https://www.youtube.com/watch?v=tgr4parx-rU&ab_channel=RobertoMastrosimone>

 

7 ▪ Saint-Saëns: Mon cœur s’ouvre à ta voix (arranged for piano by Frédéric Meinders)

È la versione che Ottavio e Megara ascoltano durante l’esposizione di Elisanna.

<https://www.youtube.com/watch?v=kdQuOxJwVqo&ab_channel=musicanth>

 

8 ▪ Dvořák. Rusalka (Lucia Popp:) Song to the Moon

Racconto di Ottavio a p. 77.

<https://www.youtube.com/watch?v=4qxi-sYUT9s&ab_channel=BazzasBest>

 

9 ▪ Guillaume Dufay: Missa l’Homme Armé 1. Kyrie

Brueghel: I proverbi fiamminghi

<https://www.youtube.com/watch?v=ibSeyIbNGYA&ab_channel=olla-vogala>

 

10 ▪ Elisabeth-Claude Jacquet de La Guerre (c.1664 – 1729) Suite in a minor. Prelude

La musica senza “melodia” udita da Megara. In verità non è che manchi davvero una melodia, ma è chiaro che a un orecchio non “tecnico” sfugge la direzione della musica, e a conti fatti la melodia del preludio è difficilmente cantabile.

<https://www.youtube.com/watch?v=NZBDFse_O4Q&list=RDNZBDFse_O4Q&start_radio=1&t=134&ab_channel=AndreasZappe>

 

11 ▪ Richard Wagner: Der fliegende Holländer – Ouvertüre

Non si riferisce a nessun episodio preciso; di più al tema coleridgiano.

<https://www.youtube.com/watch?v=Ezqen5-UxlQ&ab_channel=hr-Sinfonieorchester%E2%80%93FrankfurtRadioSymphony>

 

 

 

NOTA a: 3 ▪ N. Rimsky-Korsakov: Scheherazade. Movement 1

L’importanza di Korsakov non è mai emersa prima perché si è sempre parlato di Smetana… ma Korsakov è il filo che conduce tutta la serie dei rimandi occulti che connettono passato/presente/futuro dei personaggi.

Scheherazade è citata nel romanzo a p. 60. È il soggetto del ritratto di Elsa. Non scelto a caso: la fiaba racconta che Scheherazade è riuscita a eludere una morte quasi certa (ed è quello che per tutto il romanzo cerca di fare anche Ottavio), e non è un caso che Elsa scelga di dipingere proprio questa principessa. Elsa, nel dipingere Scheherazade, dà alla giovane l’aspetto della donna descritta da Ottavio nel suo diario, ossia la donna che Ottavio ha incontrato nella grotta di Cipro, le cui sembianze egli ritroverà poi in Megara, e proprio quello sarà il momento in cui Ottavio capisce che la propria salvezza è connessa a questa giovane donna. Quando Ottavio mostra a Megara il dipinto, nella casa della zia, allora inizia a intuirlo anche lei (in quel momento Megara ha una pesante nausea causata da un effetto sinestetico dovuto al fatto che sta rivivendo una situazione già vissuta in passato a p. 60 ma dimenticata, ma che Ottavio invece non ha dimenticato perché lui, a differenza di tutti gli altri, non è mai morto).

Corollario: Ottavio avrebbe anche potuto non mostrarglielo, prendersi solo il dipinto. Se lo ha fatto è perché ha capito che per liberare se stesso dalla maledizione, era necessario che Megara prendesse coscienza della propria identità. Non a caso alla fine del libro lui le dice “Tu non vuoi sapere chi sono io, tu sei venuta (a Torcello) per sapere chi sei tu…” ecc. E in verità non è tanto lei che vuole sapere, ma è lui che vuole che lei sappia… In altre parole, Ottavio sa che senza prendere coscienza di sé stessa Megara non può aiutarlo.

In un certo senso è come se Elsa, nel dipingere il quadro, si fosse fatta “strumento”, dando un “corpo oggettivamente visibile” all’immagine della donna della grotta che Ottavio descrive nel diario con le sembianze di Megara, e che Elsa traveste poi attingendo dalla fiaba di Scheherazade perché Ottavio nel suo diario parla di “liberazione”.

Buona lettura e buon ascolto!

Sara Elisa Stangalino-Schulze

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