di Jeremy Norris

 

(articolo pubblicato nel n. 3 della rivista musicologica Diastema, luglio 1992, rubrica “Pianoforte”)

 

Secondo Oscar von Riesemann in Rachmaninoff’s Recollections (pubblicato nel 1934), il motivo principale (es. 1) del famoso Preludio op. 3 n. 2 in Do diesis minore di Rachmaninov riappare nel suo ultimo preludio (Re bemolle maggiore op. 32 n. 13) “come una visione, in forma, a dire il vero talmente oscura che chiunque non ne sia a conoscenza deve avere vista e udito molto sensibili per scoprirlo”.1

Es. 1

 

Robert Threlfall riprende l’argomento scrivendo che il Preludio in Re bemolle maggiore “si chiude con una versione trasfigurata della Coda del primo preludio, il progenitore di tutti: quello in Do diesis minore”.2 Sfortunatamente Threlfall non va oltre. E altrettanto Geoffrey Norris, che annota semplicemente come il Preludio in Re bemolle maggiore possieda riferimenti nascosti al primo preludio in Do diesis minore”.3 Di maggior rilievo è il tentativo di John Culshaw di puntualizzare su questa supposta connessione tematica.

Culshaw scrive:

Un accenno del tema si può sentire nelle parti mediane delle prime due battute, e si afferma con maggiore decisione — anche se con un nuovo ritmo — nella voce più bassa delle battute 31 e 32. (La sequenza originale, la naturale sol diesis do diesis, viene trasportata inferiormente di una terza trasformandosi così in sol bemolle fa naturale si bemolle). Possiamo solo contare sulla parola di von Riesemann per ritenere che questo oscuro riferimento sia genuino…4

 

Es. 2

 

In riferimento a questa sezione del preludio, anche Joan Chissell e cauta nelle sue conclusioni:

 

Se Rachmaninov, nella sezione centrale più mosso, abbia o no coscientemente ripreso (alla mano sinistra) il cupo motivo di apertura del suo primo preludio in Do diesis minore, dovrà rimanere una questione insoluta.5

 

Alla luce dei risultati del presente studio, non ci può essere alcun dubbio che l’es. 2 costituisca un genuino riferimento al preludio in Do diesis minore, ma è solamente uno dei tanti che appaiono nel corso del brano. Si è indubbiamente verificata a questo proposito la classica situazione di chi, per eccessiva preoccupazione dei dettagli, perde di vista ciò che è più ovvio e più semplice. Persuasi da von Riesemann che il motivo riappare “in forma talmente oscura’’, i commentatori hanno forse diretto le loro ricerche ai luoghi più oscuri. In realtà, si può trovare un’esatta riproduzione delle note del motivo principale del Preludio in Do diesis minore nell’importante ponte di due battute (40 e 41) che unisce la sezione centrale Allegro e la coda:

 

Es. 3

 

La fonte originale dell’es. 3 sono però più probabilmente le battute 44-46 del Preludio in Do diesis minore:

 

Es. 4

 

Non solo le note corrispondono per altezza e durata (tenendo presente l’effetto del pedale di sostegno sull’ottava di crome nell’es. 3), ma le due battute assolvono anche la stessa funzione strutturale che nell’es. 3, cioè formano un ponte di due battute tra la sezione centrale (in questo caso Agitato) e la coda (Tempo I ).

Oltre a questa ovvia citazione, il Preludio in Re bemolle maggiore contiene diversi riferimenti all’es. 1, che forse meritano maggiormente l’attributo di “oscuri”, in quanto trasformazioni del motivo originale e perciò meno facili da individuare. La sezione “Vivo” di due battute e mezzo, che immediatamente precede quanto all’es. 3, è infatti quasi interamente costruita su quanto all’es. 1 (es. 5).

 

Es. 5

 

Rachmaninov addirittura accenta ogni singola nota del motivo (come nell’originale) per attirare l’attenzione su di esso (un’indicazione non sempre osservata dai pianisti, anche in esecuzioni per altro eccellenti). Considerato il fatto che il corpo centrale del preludio contiene così tanti importanti richiami al Preludio in Do diesis minore, non sorprende che che ce ne siano altri nella coda, e soprattutto in quanto essa rappresenta una trionfale affermazione della tonalità di Re bemolle maggiore (è interamente costruita sul pedale di tonica) e perciò funziona come una sorta di antidoto alla cupa disperazione espressa dal primo preludio. Come dice Joan Chissell:

 

… certamente la trasformazione della ombrosa tonalità di Do diesis minore in questo esultante Re bemolle maggiore

… può essere soltanto un deliberato capovolgimento di situazioni.6

 

 

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Una festosa versione in Re bemolle maggiore di quanto all’es. 1, compare ad esempio alle battute 50-51:

 

Es. 6

 

e riferimenti all’es. 2 si trovano alla mano sinistra nelle battute 52-55:

 

Es. 7

 

Stranamente, l’apparizione finale del motivo è nella sua forma originale, quasi come se Rachmaninov, persino nei suoi momenti più felici, fosse incapace di liberarsi del tutto di quella malinconia che così spesso lo affliggeva:

 

Es. 8

 

Un’ultima questione, relativa al legame tematico tra primo e ultimo preludio di Rachmaninov, rimane tuttavia insoluta. Von Riesemann afferma che il motivo principale del Preludio in Do diesis minore “riappare come una visione”. Esaminando i due passaggi citati più sopra (ess. 3 e 4) è difficile immaginare qualcosa di meno visionario. Forse von Riesemann stesso ha mancato di osservare le citazioni più ovvie, riferendosi di fatto allo stesso accenno del tema di cui parla John Culshaw (Es. 2). Tuttavia una spiegazione più convincente e interessante potrebbe essere che von Riesemann si riferisse in realtà al motivo principale dell’”Agitato centrale” (Es. 9a) del Preludio in Do diesis minore, di cui si può trovare una citazione quasi esatta nella sezione “Meno mosso” del Preludio in Re bemolle maggiore — certamente il solo passaggio visionario in un preludio altrimenti solido e maestoso:

 

Es. 9a — Preludio in Do diesis minore op. 3 n. 2

Es. 9b — Preludio in Re bemolle maggiore op. 32 n. 13

Rachmaninov usa questo motivo (es. 9a) anche in contrappunto con la sua inversione, come accompagnamento accordale nella coda (vedi es. 8, batt. 1).

 

 


 

 

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NOTE

1 OSCAR VON RIESEMANN, Rachmaninoff’s Recollections, London, 1934.

2 ROBERT THRELFALL, Sergei Rachmaninov — His Life and Music, London, 1973, pag. 36.

3 GEOFFREY NORRIS, Rachmaninov, London, 1976, pag. 88.

4 JOHN CULSHAW, Sergei Rachmaninov, London, 1949, pag. 114.

5 JOAN CHISSELL, note all’incisione discografica di “Sergei Rachmaninov 24 Preludi” eseguiti da Vladimir Ashkenazy, Decca Company LTD, 1975.

6 JOAN CHISSELL, op. cit.

7 VON RIESEMANN, op. cit.